Gli enti pubblici funzionali

letto 271 voltepubblicato il 04/02/2022 - 15:08

Proseguiamo nell'approfondimento dell'organizzazione amministrativa, tenendo sempre sott'occhio un manuale di Marco D'Alberti. Questa volta ci occuperemo degli enti pubblici, della loro evoluzione nel tempo fino alla situazione attuale. Fino al '900, gli enti pubblici erano tutti territoriali: Stato, comuni e province. Proprio all'inizio di quel secolo, inizia a proporsi un nuovo modello di ente pubblico, non più territoriale ma funzionale, avente lo scopo di curare un determinato interesse pubblico. In età giolittiana nasce ad esempio l'INA (Istituto nazionale delle assicurazioni), mentre all' epoca fascista risalgono l'ISTAT e l'INPS. Mentre gli enti pubblici territoriali rientrano ormai nel campo del diritto costituzionale, e in quest'ottica sono oggetto di studio, gli enti pubblici funzionali (o monofunzionali) sono inquadrati nel diritto amministrativo. Essi si distinguono in due grandi categorie: enti pubblici economici e non economici. I primi hanno personalità giuridica. ma va subito detto che tutti o quasi sono stati trasformati in società per azioni. Sono stati enti pubblici economici l'INA, l'ENEL, le Ferrovie dello Stato e le Poste italiane; e nel novero vanno aggiunti anche l'IRI e l'ENI. La disciplina cui soggiacevano questi enti era di natura estesamente privatistica: gli atti adottati non erano provvedimenti amministrativi ma negoziali e così pure gli atti organizzativi interni erano paragonabili ai regolamenti d'impresa. Eccezioni erano costituite dagli Statuti, ai quali veniva riconosciuta una valenza pubblicistica. Ne consegue l'ampia autonomia di cui godevano questi enti nei confronti del Governo: la normativa prevedeva si direttive governative, ma in realtà si trattava di atti posti in essere dagli enti stessi, determinati di concerto col Governo e poi emanati in veste di atti governativi. Questa categoria di enti è entrata in una crisi profonda con l'affermarsi del diritto europeo. Ciò è stato dovuto soprattutto dal peso determinante dato dal diritto ultranazionale al principio della libera concorrenza, poiché le entrate di queste figure organizzative erano fondate largamente sui finanziamenti pubblici. Inoltre, il monopolio attribuito ad enti come le Poste italiane e le Ferrovie dello Stato, ha ben presto colliso con l'attuale art. 106 del TFUE,  che prevede il regime concorrenziale anche per le Imprese che si occupano di servizi di natura generale. C'è da dire inoltre che questi enti non hanno mostrato efficienza economica, e questa constatazione ha portato ad una stagione di intense privatizzazioni, sia in senso formale che sostanziale. Gli enti pubblici non economici rilevano maggiormente per il diritto amministrativo. Essi sono persone giuridiche di diritto pubblico, la cui disciplina è fortemente derogatoria rispetto alle regole di diritto comune. Tuttavia il perseguimento di un fine pubblico non è condizione sufficiente a definire una determinata figura giuridica come ente pubblico. Esempio ne è ad es. l'OIC ( Organismo italiano di contabilità) che, pur essendo una fondazione privata, detiene notevoli poteri consultivi e di proposta riguardo la normativa concernente i bilanci delle società.