Come cambia la contabilità di Stato

letto 18 voltepubblicato il 12/01/2022 - 19:31

L'attuale normativa di bilancio dello Stato italiano trova il suo fondamento nel R.D. n. 2240/23 e nel suo regolamento attuativo n. 827/24, tuttora vigenti. Fondamentale in materia è tuttavia la Costituzione repubblicana del 1948, che fa perno sull'art. 81. Tale articolo è stato riscritto con legge costituzionale n.1/2012, che ha introdotto l'idea del bilancio dello Stato quale documento cardine dell'equilibrio finanziario. Ma la citata legge non ha solo novellato l'art. 81 Cost., ma anche gli artt. 97, 117 e 119, Il suo dettato non riguarda dunque solo la finanza dello Stato ma anche quella degli Enti regionali e locali. Qui ci soffermeremo in particolar modo sugli effetti avuti dalla legge in parola sulla contabilità di Stato. Il primo comma dell'art. 81, così come modificato, pone a carico dello Stato l'obbligo di garantire al proprio bilancio "l'equilibrio tra le entrate e le spese", tenendo conto "delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico". Il secondo comma dell'art. 81, nella nuova versione, contiene le regole relative alle possibili deroghe al principio dell'equilibrio fra entrate e spese, permettendo il ricorso all'indebitamento solo sulla base della considerazione del ciclo economico e previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi membri. Il ricorso all' indebitamento è possibile solo al verificarsi di eccezionali congiunture, come gravi recessioni economiche, crisi finanziarie e gravi calamità naturali. Il nuovo testo dell' art. 81 Cost. 3° comma, tratta dell'obbligo di copertura finanziaria delle leggi. Va ricordata a proposito la Legge n. 196/2009 ( c.d. legge di contabilità e finanza pubblica), che ha individuato i casi ammissibili di copertura finanziaria, ed inoltre le modalità di quantificazione degli oneri gravanti sulla finanza statale, descrivendo una procedura complessa. Essa si incentra su una Relazione tecnica che il Governo deve predisporre e sulla verifica, operata dal Parlamento, dei dati utilizzati al fine di quantificare gli oneri da sottoporre a copertura. Tralasciando di esporre natura ed articolazione del bilancio dello Stato, così come delineate dalla legge 196/2009 e dalla legge n. 163/2013, mi concentrerei sul ciclo di bilancio e sul Semestre europeo. La legge n. 39/2011 è entrata in vigore con lo scopo di riformare la legge di contabilità e finanza pubblica, armonizzando il sistema nazionale di bilancio con la nuova normativa europea sul coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri. A seguito della crisi economica, l'UE ha imposto nuove regole di sorveglianza economica, al fine di garantire una situazione di stabilità ed evitare dissesti macroeconomici, favorendo la crescita e la concorrenzialità del mercato, conformemente alla strategia Europa 2000, finalizzata alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile ed inclusivo. Dal 2011 è in vigore il c.d. Semestre europeo, la cui finalità principale è quella di assicurare ex ante il coordinamento delle politiche finanziarie e di bilancio dei vari Stati componenti. In questo contesto, la sorveglianza multilivello dei bilanci nazionali si snoda in una serie di fasi che prevedono, tra l'altro, l'esibizione contestuale degli Stati dei programmi di stabilità e di convergenza (PSC) e dei programmi nazionali di riforma (PNR), che rappresentano i più significativi atti della programmazione economico-finanziaria. Dal 2014 è cambiato pure il SEC (Sistema dei conti nazionali), la struttura informativa che delinea il metodo armonizzato di produzione dei dati contabili nazionali nell'ambito dell'UE. I conti nazionali sono il principale indice di monitoraggio statistico della situazione economica globale di un Paese. Alcuni valori primari per la governance dell'UE e di ogni stato, sono individuati proprio nell'ambito dei conti nazionali: così il rapporto deficit/PIL e quello debito/PIL (i c.d. parametri di Maastricht). Le innovazioni delle metodologie di misurazione introdotte nei nuovi conti nazionali si suddividono in tre categorie: a) cambiamenti metodologici determinati dal passaggio al SEC 2010; b) altre modifiche sulla stima dei conti nazionali, non rilevanti ai fini del SEC; e c) novità in materia di misurazioni nazionali e alle nuove fonti statistiche eventualmente adottate da ciascun Paese. In sostanza, per i parametri fissati dall'UE, l'optimum sarebbe dato dal raggiungimento in ogni Paese membro di una situazione di avanzo o di pareggio di bilancio.