Il simbolismo della Destra

letto 33 voltepubblicato il 09/01/2022 - 23:05

La Destra è a un bivio: o accettare la sfida della modernità e quindi proiettarsi in avanti giungendo ad un compromesso con l'ufficialità della cultura scientista o rimanere fedele ai valori tradizionali. Per sua natura, la Destra non accetta compromessi con alcuna ideologia ossia con visioni settarie e sommarie che, frutto di interessi di parte, distorcono la realtà. Essa, rimanendo della stessa idea, è fortunatamente capace di svolgere una penetrante critica sociale sui fatti dell'attualità, non lasciandosi distogliere dal cambiamento delle tendenze politiche, come accade alla maggioranza.Essa interpreta il passato in funzione del presente e della conoscenza del futuro. Il mondo simbologico e mitologico è sempre stato il campo del sapere privilegiato dalla Destra.  Ma cos'è un simbolo ? La parola è greca e significa segno di riconoscimento. Più in generale, indica un segno, un oggetto e simili che evocano alla  mente l'idea di un qualcosa che non ricade direttamente sotto la nostra percezione sensoriale. Il simbolismo ha valore universale e si presta a rappresentare tutta la realtà osservabile e sperimentabile: dai corpi celesti, alla matematica alla termotecnica ecc. L'attribuzione ai numeri di un valore simbolico significa associare alle loro caratteristiche delle proprietà qualitative estensibili alle più diverse discipline. Il simbolismo dei numeri nacque con Pitagora, e venne ripreso dal filosofo ateniese Platone, ben presto riconosciuto come uno dei Padri fondatori del simbolismo "numerologico". A Roma, nel I° secolo A.C., fiorì una notevole scuola neo-pitagorica, rappresentata da Publio Nigidio Figulo, erudito versatile e poligrafo, interessato alla grammatica, alle scienze occulte ed alla teologia, nonché autore di opere sulle scienze naturali e biologiche. Ma la simbolica dei numeri fu coltivata ben più da Varrone, che scrisse un'opera dedicata ad Attico sui numeri, di cui è stato tramandato sfortunatamente un unico frammento.Per la psico-analisi il simbolismo corrisponde ad una forma di pensiero prelogico, che fa pervenire alla coscienza il simbolo anziché la cosa o la persona simboleggiata. Ma il simbolismo preferito dalla Destra è quello religioso. La religione romana è ricchissima di simboli che rimandano ad una realtà occulta. Gennaio è il mese di Giano, divinità che, non avendo riscontri greci, ha dato molto filo da torcere agli interpreti. Ovidio pensava che la sua bicefalia fosse segno di deformità e che pertanto rappresentasse il caos primordiale. Io penso che il bifrontismo del dio stia a significare la dualità di una situazione statico-dinamica. Mi spiego meglio. Con una fronte esso guarda al passato, al non-essere; con l'altra guarda al divenire, al mondo dell'essere. Gennaio è anche il mese di Carmenta, la dea che favoriva le nascite. Epiteti di Carmenta, secondo Varrone, erano Prorsa e Postverta a seconda della posizione del feto, rivolto in avanti o all'indietro. L'idea fondamentale espressa dalla dea è che all'atto della nascita (di un uomo, di una città, del mondo stesso), si determina il destino di ciò che accade nell'esistenza. Altra semi-dea che possiamo associare a Giano e Carmenta, è Giuturna, ninfa delle acque: il campo d'azione delle tre figure divine è infatti lo stesso: il passaggio dal non-essere all'essere. Ma se Giano è il dio che promuove l'azione, ad esso possiamo contrapporre Giove, principio divino che l'arresta, provocando una situazione di stasi.Così appunto lo raffiguravano i Romani, chiamandolo Giove Statore, moderatore dell'azione di Giano. Nella dimensione del simbolo è pertanto contenuto un indistinto sottofondo metafisico che implica quasi una mistica unione tra il mondo sensibile ed il mondo divino. Molto si potrebbe ancora dire sul simbolo, esponendo le dottrine e le credenze dei vari popoli, ma, per ragioni di brevità, io termino qui questa segnalazione.