Il sistema informatico e le sue regole

letto 31 voltepubblicato il 09/01/2022 - 16:18

Già abbiamo detto che il sistema informatico,nella sua continua mutazione e trasformazione, mal tollera di essere disciplinato organicamente. Esistono tuttavia tentativi di regolamentarlo, con riferimento sia a specifici aspetti del tradizionale diritto sostanziale sia a principi che vanno oltre. Tralasciando il noto tema della privacy digitale, su cui ormai esiste un robusto corpus normativo americano ed europeo, vorrei concentrare l'attenzione su alcune problematiche particolari. Innanzitutto quello del copyright digitale. Secondo Giuseppe Mazziotti, negli ultimi tempi, l'affermarsi e l'espandersi di Internet hanno travolto i principi su cui si reggeva l'esercizio e la tutela del diritto d'autore. Si propongono allora all'attenzione del giurista tre eventualità: a) un qualsiasi possessore di un opera in formato digitale, che abbia a disposizione strumenti informatici di base, può diventare il concorrente di chi ha diritto di trarre vantaggi economici da quell'opera; b) l'utente finale può comunque procacciarsi i prodotti culturali preferiti su supporto digitale, avendo anche la possibilità di rielaborarli a prescindere dall'autorizzazione dell'avente diritto e c) la multidimensionalità di Internet comporta la problematicità della tutela dei diritti di autore territorialmente limitati, quali i diritti di privativa e di proprietà intellettuale. Quali i rimedi ? Fondamentale è la direttiva europea n. 29/2001, prontamente recepita dall'ordinamento italiano. Finalità di questa direttiva è stata quella di rafforzare le forme di protezione del diritto d'autore, soprattutto nell'ambito dell'industria culturale e di intrattenimento, in un quadro tecnologico in cui la violazione del diritto d'autore è diventata commercialmente rilevante. In virtù di questa previsione normativa, gli atti di riproduzione e di comunicazione al pubblico degli utenti di opere vincolate al diritto di autore, che abbiano un ritorno economico sia pure minimo, sono sottoposti al controllo dei titolari del diritto medesimo, ai quali è consentito di avvalersi di contromisure tecnologiche di protezione. Qualche cenno ai reati informatici, seguendo il pensiero di Carlo Blengino. Egli afferma che il diritto penale dell'informatica ha confini incerti e i c.d. crimini informatici sfuggono ad ogni tentativo di classificazione. Normalmente nel nostro Paese sono considerati computer crimes solo quelli previsti dalla legge n. 547/1993. La tutela approntata da questo testo normativo, integrato nel 2008, considera come oggetto di reati i dati, le informazioni, i software ed i computer. Gli interessi tutelati sono molteplici e vanno dalla difesa del patrimonio, (danneggiamento informatico e frode informatica), ai diritti della persona (es. le violazioni della corrispondenza telematica). Interessante appare il tema della trasparenza elettronica, di cui ci parlano Barbara Coccagna e Giovanni Ziccardi. Negli ultimi anni si è sviluppato un dibattito molto importante sui temi della trasparenza digitale, della libertà e della resistenza elettonica. Per trasparenza elettronica si intende la facoltà di servirsi delle nuove tecnologie per diffondere le informazioni, eliminando ogni diaframma tra ciò che il comune cittadino può apprendere e i contenuti prodotti in un certo contesto. Nel settore pubblico si è imposto un nuovo concetto di trasparenza, denominato trasparenza 2.0 o trasparenza radicale, che consiste nella diffusione senza segreto di dati on line. La trasparenza così intesa, acquista il duplice significato di un libero accesso al patrimonio informativo detenuto dalle P.P.A.A. e di un'interazione biunivoca e soprattutto non gerarchica con l'Amministrazione pubblica. Ma, analogamente per quanto concerne la privacy , anche qui ci troviamo di fronte ad un tema abbastanza noto, quello dell'Amministrazione digitale. Vorrei invece soffermarmi da ultimo su un argomento poco noto, almeno per i non addetti ai lavori: si tratta della fiducia on line, argomento affrontato da Mariarosaria Taddeo. La fiducia può essere definita in generale come la decisione di un soggetto di dipendere dalle azioni di un altro agente per l'espletamento di determinate funzioni che hanno come scopo il perseguimento di un certo obiettivo. E' remunerativo questo tipo di relazione in ambiente digitale ? Comunque sia, la fiducia on line gioca un ruolo di tutto rispetto nei rapporti sociali e commerciali in ambiente digitale. Lo stesso e-commerce si fonda sul presupposto della fiducia fra acquirente ed offerente( o, schematicamente, tra affidante ed affidatario). Come la fiducia fuori rete, anche la fiducia on-line si fonda sulla valutazione dell'affidabilità dell'affidatario, ed anche qui entrano in gioco quindi valori etico-giuridici, come la bona fides di romana memoria. E' bene sottolineare che la differenza tra fiducia off line e fiducia on line non è ontologica ma soltanto "ambientale". Ambedue comportano il vantaggio per l'affidante di avvalersi dell'affidatario senza controllarlo. La fiducia on line si applica quando le comunicazioni fra i due agenti sono oneste e trasparenti.