Il procedimento amministrativo alla luce della Legge 241/90

letto 89 voltepubblicato il 07/12/2021 - 16:49

E' ben noto che il procedimento amministrativo è la sequenza di una pluralità di atti eterogenei destinati a concretizzarsi in un provvedimento. Cercheremo di esporre la relativa disciplina tenendo presenti le innovazioni introdotte dalla legge 241/90. L'art. 1 della citata legge si occupa dei "principi generali dell'attività amministrativa", stabilendo al comma 1 che "l'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta dai criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità di pubblicità e trasparenza secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano i singoli procedimenti, nonché dai principi dell'ordinamento comunitario". Esaminiamo partitamente i singoli principi enunciati dal testo legislativo. Il primo criterio prevede che gli obiettivi dell'azione amministrativa vengano raggiunti con il minimo dispendio di risorse finanziarie e procedimentali. Il secondo criterio riguarda il rapporto fra gli obiettivi predeterminati e quelli realmente conseguiti. Il terzo principio attiene alla necessità che l'attività amministrativa sia subordinata al soddisfacimento dell'interesse pubblico ed alla trasparenza, coivolgendo i cittadini mediante il diritto di accesso. Quanto al criterio dell'imparzialità, è quello stesso sancito dall'art. 97 della Costituzione, unitamente al principio del buon andamento dell'attività amministrativa, ed è garanzia del perseguimento degli interessi pubblici regolati dalla legge. L'art. 2 concerne la conclusione del procedimento, e recita al comma 1: " Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso. Se ravvisano la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda, le pubbliche amministrazioni concludono il procedimento con un provvedimento espresso redatto in forma semplificata, la cui motivazione può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo". Recita l'art. 2 comma bis, introdotto dalla legge n.69/2009, che "le pubbliche amministrazioni...sono tenute al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento" (di solito 30 giorni). L'art.3 attiene all'obbligo di motivazione del provvedimento: "Ogni provvedimento amministrativo...deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2 (nel caso degli atti normativi e per quelli a contenuto generale). "La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria". Interessante è il dettato dell'art. 3-bis , introdotto con la Legge n.15/2005, stesso anno di emanazione del CAD. Esso dice: "Per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, le amministrazioni pubbliche agiscono mediante strumenti informatici e telematici, nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati". Questo articolo fa riferimento alla buona prassi amministrativa, sancendo la preminenza dei mezzi telematici nell'ambito organizzativo delle P.A., che rende possibile il raggiungimento dei criteri già esposti. L'art. 4 è poi dedicato all' unità organizzativa responsabile del procedimento, intesa come il soggetto che ha in compito di curare  la conclusione del procedimento. Ma del  Responsabile del procedimento parla il successivo art. 5.: "Il dirigente di ciascuna unità organizzativa provvede ad assegnare a sé o ad altro dipendente addetto all'unità la responsabilità dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento nonché, eventualmente, dell'adozione del provvedimento finale". I compiti del Responsabile, ai sensi dell'art.6, sono riassumibili come segue: a) valuta le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti indispensabili per l'emanazione del provvedimento; b) accerta d'ufficio i fatti; c) propone l'indizione o può anche, sempre che ne abbia la competenza, indire la conferenza dei servizi; d) provvede alle comunicazioni, pubblicazioni e le notificazioni previste da leggi o regolamenti; e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale. La disposizione considera il Responsabile come il perno dell'istruttoria procedimentale, e, a norma dell'art. 6-bis, (introdotto dalla legge n.190/2012, ha il dovere di astenersi dalle sue incombenze, qualora versi in una situazione di conflitto di interessi anche potenziale. Cos'è una conferenza di servizi? Lo spiega l'art. 14. L'stituto, in realtà, è quadruplice, distinguendosi in istruttoria, decisoria, preliminare e quella di valutazione di impatto ambientale. La conferenza istruttoria non è obbligatoria, e può essere indetta quando si giudichi opportuno l'esame degli interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo.La conferenza decisoria deve necessariamente trovare attuazione, su iniziativa dell'Amministrazione procedente, quando, per concludere un procedimento, sia indispensabile acquisire una pluralità di atti di assenso da parte di altre amministrazioni. La conferenza preliminare, invece, è prevista per i progetti particolarmente complessi e quelli che hanno per oggetto impianti di produzione di beni e servizi.Per quanto riguarda la conferenza di valutazione di impatto ambientale, essa ha lo scopo di coordinare la procedura di VIA con l'acquisizione di tutti gli altri assensi nell'ambito della conferenza di servizi. La conferenza semplificata, sottotipo di conferenza decisoria, è normata dall'art, 14-bis, introdotto dal D.lgs n. 127/2016, si svolge in modalità semplificata ed asincrona, cioè senza la presenza di tutti i soggetti aventi la facoltà di esprimersi. Potremmo continuare, ma per adesso riteniamo opportuno fermarci qui, rimandando ad una prossima segnalazione l'esposizione dei rimanenti e più importanti articoli della Legge.