Amministrazione e politica

letto 68 voltepubblicato il 02/12/2021 - 12:05

Secondo G. Zanobini, l'attività amministrativa è l'attività pratica che lo Stato svolge per curare gli interessi pubblici che assume nei propri fini. Gli interessi pubblici sono tuttavia preordinati in sede politica. Da ciò deriva che l'azione amministrativa, pur essendo discrezionale, non è libera nei fini, vincolata com'è alle determinazioni degli organi politici. Il legislatore infatti fissa di volta in volta l'interesse pubblico da realizzare, lasciando all'Amministrazione una relativa libertà di scelta sulle modalità del perseguimento. L'organo amministrativo deve valutare l'nteresse pubblico affidatogli (interesse primario), confrontandolo con altri interessi pubblici o privati (interessi secondari), stabilendo se questi ultimi devono essere posposti al primo. Il termine Amministrazione può essere usato in due sensi. Nel primo esso sta ad indicare il complesso delle attività amministrative svolte da una determinata struttura e , in questo caso, si parla di amministrazione in senso oggettivo ; nel secondo senso si allude alla stessa struttura che è deputata a compiere quelle attività (amministrazione in senso soggettivo ). Nel nostro ordinamento non esiste una definizione precisa di Pubblica Amministrazione, e nemmeno la Costituzione la contiene negli artt. 97 e 98, facendo solo riferimento all'organizzazione degli uffici pubblici ed allo status dei dipendenti pubblici. La Legge 15/2015, novellando l'art. 22 della Legge 241/90, definisce però la Pubblica Amministrazione, dal punto di vista dell'accesso agli atti, come tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale ed europeo. Quindi anche i soggetti privati possono essere chiamati a svolgere funzioni pubblicistiche: facciamo il caso dei concessionari di pubblici servizi e quello dell'esternalizzazione di funzioni amministrative. I primi svolgono un'attività di carattere, in genere, non autoritativo. L'esternalizzazione consiste invece in una delega che l'Amministrazione rilascia a soggetti privati per l'esercizio di funzioni di accertamento, certificazione o verifica. Pensiamo al caso delle SOA, organismi di diritto privato accreditati presso l' ANAC, che, nell'ambito della procedura ad evidenza pubblica, hanno la funzione di accertare i requisiti di qualificazione degli operatori concorrenti (Sistema unico di qualificazione), stabiliti dal Codice dei contratti pubblici agli artt. 80 ed 83.  E' d'obbligo a questo punto richiamare la distinzione fra atti di alta amministrazione e atti politici. Anche i primi, pur contraddistinti come i secondi da amplissima discrezionalità, sono destinati ad attuare le finalità elaborate a livello politico, e sono da considerare come il tratto d'unione fra l'indirizzo politico e la l'attività amministrativa generale. Gli atti politici provengono necessariamente da  organi deputati a dirigere al massimo livello le questioni inerenti la gestione degli interessi pubblici, come il Parlamento ed il Governo. Tali atti non sono impugnabili innanzi al Giudice Amministrativo, in quanto sono atti di governo. Non hanno la funzione di attuare l'ordinamento, ma piuttosto quella di creare l'ordinamento medesimo. Data l'eterogeneità della loro natura, sfuggono alla tradizionale tripartizione fra atti amministrativi, legislativi e giurisdizionali. Ma pur non sindacabili in via giurisdizionale, sono assoggettabili al controllo del Parlamento (quindi del corpo elettorale) e della Corte costituzionale, ove si tratti di provvedimenti legislativi. Gli atti di alta amministrazione, invece, pur dotati di grandissima discrezionalità, non essendo liberi nei fini sono sottoposti al controllo da parte del Giudice amministrativo. Essi costituiscono la prima attuazione degli obiettivi prefissati dal Governo e dal Parlamento.