Il Partenariato pubblico-privato

letto 82 voltepubblicato il 28/11/2021 - 11:42

Per capire l'evoluzione del diritto amministrativo verso forme ibride di collaborazione fra l'Autorità pubblica e i privati, è essenziale comprendere l'istituto del Partenariato pubblico-privato che in realtà si articola in varie tipologie contrattuali. E' tuttavia possibile distinguere l'istituto in esame in due grandi categorie: a) il Partenariato istituzionalizzato che consiste nella creazione di una società detenuta congiuntamente dalla parte pubblica e dalla parte privata: l'impresa è a capitale misto ed il suo scopo è di provvedere alla realizzazione di un opera o alla fornitura di un servizio a favore del partner pubblico; b) Partenariato contrattuale basato unicamente sui legami contrattuali tra le parti. L'art. 3 del D.gls 50/2016 definisce puntualmente il Partenariato come quel contratto a titolo oneroso stipulato per iscritto, con il quale una stazione appaltante affida ad un operatore economico la realizzazione trasformazione, manutenzione e gestione operativa di un'opera in cambio del suo sfruttamento economico o della sua disponibilità o della fornitura di un servizio connesso all'utilizzo dell'opera stessa. Il rischio è assunto dall'operatore economico, in base alle modalità previste dal contratto. La tipologia dei contratti che mirano a queste finalità à, come dicevamo, varia. Innanzitutto abbiamo la finanza di progetto (project financing). Si tratta di un istituto avente lo scopo di facilitare la realizzazione di opere pubbliche tramite la partecipazione di capitale privato. Esso si caratterizza per l'accollo in capo ai soggetti promotori ed aggiudicatari dei costi necessari alla progettazione ed esecuzione dei lavori, dietro la controprestazione del diritto di gestione funzionale e sfruttamento economico dell'opera medesima. In secondo luogo viene in considerazione il contratto di disponibilità. Con questo strumento sono conferite, a spesa e rischio dell'affidatario, la costruzione e la messa a disposizione a favore dell'Amministrazione di un'opera di proprietà privata destinata all'esercizio di un pubblico servizio. E' prevista, a favore dell'operatore, la dazione di un corrispettivo. Probabilmente, in questa fattispecie, rientra anche il c.d. accreditamento, con il quale le Regioni si assicurano la disponibilità di un immobile privato per uso sanitario. Passiamo agli interventi di sussidiarietà orizzontale. Essi consistono nella partecipazione della società civile alla manutenzione delle aree di interesse pubblico, come le zone verdi urbane, e gli immobili adibiti alle attività culturali e ricreative del quartiere, fatta eccezione per i locali ad uso scolastico e sportivo. Altra forma contrattuale di un certo interesse è il c.d. baratto amministrativo. Con esso gli enti territoriali deliberano i criteri per la realizzazione di contratti di partenariato sociale, che possono avere ad oggetto la valorizzazione di aree di pubblico interesse, come strade o piazze, ed anche interventi di decoro urbano. Va ricordato che questi contratti sono stipulati sulla base dei progetti proposti da singoli od associati, purché interessati territorialmente. Gli enti territoriali individuano poi esenzioni o riduzioni di tributi in relazione al tipo di attività svolta dal cittadino privato o dall'associazione. Infine va ricordata la cessione di immobili in cambio di opere. L'art. 191 del Codice stabilisce che il bando di gara possa prevedere, come corrispettivo per l'esecuzione di lavori, il trasferimento in proprietà al soggetto aggiudicatario, o, eventualmente a terzi, di beni immobili appartenenti all' Amministrazione.