Il commercio elettronico

letto 66 voltepubblicato il 17/10/2021 - 17:14

Il CAD, oltre ad occuparsi della sistemazione della normativa riguardante l'informatizzazione della P.A., costituisce anche la principale fonte giuridica dei rapporti interpersonali che avvengono per via telematica. Il Codice infatti disciplina il documento informatico, definendone il valore probatorio, le firme elettroniche e la firma digitale. Appare evidente la costruzione di un sistema giuridico concorrente e/o alternativo a quello tradizionale civilistico, basato sull'uso della scrittura su supporto cartaceo. Fondamento giuridico dell' e-commerce è, a livello internazionale, la Model Law on Electronic Commerce che risale al giugno 1996, e fissa i principi fondanti di non discriminazione, di neutralità tecnologica e di equivalenza funzionale. In virtù di quest'ultimo principio si deve ritenere che le comunicazioni telematiche hanno pari efficacia di quelle scritte su carta. Ma talvolta la tecnica ha la meglio sulla regolamentazione giuridica, giungendo perfino a cancellare consolidati istituti giuridici. Ad esempio quello della procura, laddove la consegna della card con annesso pin, è un atto meramente materiale, che non ha bisogno alcuno di intermediazione giuridica. Anche in questo campo, come avviene in ambito pubblicistico, manca un corpus normativo completo ed omogeneo, con tutte le difficoltà che ciò comporta. Ma passiamo ad esaminare brevemente le fattispecie contrattuali del commercio elettronico. Innanzitutto bisogna individuare la macro-categoria dei contratti telematici. Essa si suddivide nella categoria dei contratti telematici in senso proprio e in quella dei contratti informatici. La prima è suscettibile di essere suddivisa in due sotto-partizioni: ovvero in contratti in cui l'accordo si perfeziona on-line ma l'esecuzione di esso avviene off-line ; e contratti nei quali l'esecuzione avviene on-line; la seconda comprende quei contratti, che possono essere conclusi off-line,ed hanno per oggetto l'acquisto di un bene informatico ( la vendita di hardware, la licenza d'uso di un software e via enumerando). Abbiamo ancora due tipologie più ampie di negozio telematico: 1) Commercio elettronico chiuso, quando la conclusione dell' accordo avviene in ambiente ristretto, caratterizzato dalla presenza di due o più controparti che si conoscono; 2) Commercio elettronico aperto ovvero tramite Internet:  qui il contratto e la sua conclusione sono calati in un vastissimo pubblico, fra soggetti che si incontrano solo telematicamente. Quest'ultimo tipo di rapporti contrattuali si può ulteriormente sottodistinguere in 4 sottotipi: a) contratti fra imprese; b) contratti fra impresa e consumatore; c) contratti fra pubbliche amministrazioni ed imprese o cittadini privati; e d) contratti fra privati. Diversi dai contratti telematici sono i c.d. contratti automatici, ovvero quegli accordi che si esauriscono nel rapporto diretto fra utente e , mettiamo, una macchina distributrice di beni di consumo, come le sigarette o le bevande (offerta al pubblico). Ma non basta: i contratti stipulati via Internet possono ancora essere suddivisi in A) Negozi del commercio elettronico diretto e B) Negozi del commercio elettronico indiretto.Nei primi l'esecuzione delle prestazioni avviene telematicamente, cioè attraverso il trasferimento di beni immateriali; nei secondi è solo l'accordo ad essere raggiunto per via telematica, mentre l'esecuzione si concreta nella consegna di beni materiali.