Perché la Destra non ha fiducia nella scienza

letto 32 voltepubblicato il 12/10/2021 - 21:37

Abbiamo visto che Bernardino Telesio, antesignano di Bacone e Mill, auspicava già nel '500 lo sfruttamento della natura e l'istaurazione di un vero e proprio Regno dell'uomo su di essa. Da allora questa mentalità predatrice ha fatto passi da gigante e vediamo tutti a quale situazione ci ha portati. Per la Destra l'uomo non è affatto libero di fare ciò che gli piace con la realtà naturale, in quanto esistono regole specifiche che essa gli detta. La scienza pensa in grande, mentre la Destra ama le piccole cose dell'esistenza. Oggi la scienza ufficiale è ha superato di gran lunga l'orizzonte della fisica classica, rappresentata da Newton e Galileo, per avventurarsi in speculazioni sulla pretesa esistenza di universi paralleli. A tutti coloro che elaborano questa ed altre dottrine similari, io vorrei opporre l'opinione del naturalista latino Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo D.C., ed autore di una sterminata produzione enciclopedica su vari campi dello scibile umano. Ebbene, nella prefazione ai 37 libri della Storia naturale, dedicata all'imperatore Vespasiano, egli affermò con vigore la completezza del mondo, compatto nelle sue parti, ed aggiunse che è vana follia ipotizzare l'esistenza di altri mondi al di fuori di quello in cui viviamo. Il medesimo autore scrisse di preferire il baratto al danaro. In effetti, la mentalità latina, concreta e realistica, ha creato una scienza originale, basata sul rifiuto della speculazione astratta, che era già tipica della cultura greca ed ellenistica. Oggetto di questa scienza sono le tradizioni e le credenze popolari, il fato ( pensiamo al trattatello di Censorino Sul giorno natale (De die natali) la geografia, sulla quale Pomponio Mela scrisse un'opera giudicata mediocre rispetto agli standard greci, rappresentati da Erodoto o Strabone, l'astrologia, su cui Manilio, ai tempi di Tiberio, compose gli Astronomica, un suggestivo poema nel quale, fra l'atro, si afferma che gli Dei esistono e sono rotondi (è evidente l'allusione ai pianeti). Aggiungiamo, esemplificando, Aulo Cornelio Celso,  autore di un'enciclopedia la cui parte più famosa è dedicata alla medicina,  Vitruvio ed il suo trattato Sull'architettura, in cui, nel delineare la figura del provetto architetto, venivano considerate essenziali materie di apprendimento il diritto e l'astronomia ed infine Columella, scrittore di età imperiale, con i suoi libri Sull'agricoltura.  Il culturalismo latino è sempre stato tacciato di superficialità e dispersività nei confronti della scienza greca, ben più, si dice, sviluppata e fededegna. E' bensi vero che i Romani  furono accaniti sfruttatori, oltreché di esseri umani, anche delle risorse naturali: pensiamo alle miniere d'oro e agli animali selvatici, come leoni, tigri ecc, di cui fecero man bassa per gli spettacoli circensi, ma mancò loro, ancora più dei Greci, quella attitudine a trasformare e manipolare la natura che si è affermata in età moderna. La Destra si riconosce in questa scienza perché la ritiene più consona e vicina all'effettivo interesse umano di vivere a stretto contatto con la natura, interpretandola attraverso i suoi segni e simboli. Viviamo in un mondo pervaso di simbolismo e l'unica scelta sensata dell'uomo è adeguarsi alla realtà, comprendendo che l'allontanamento da essa è solo foriero di sventure e inganni. Ricordate la famosa disputa sulla rotondità o piattezza della terra ? Ebbene essa non è né tonda né piatta ma è oblunga come una fuso (in termini scientifici si direbbe che un'ellissoide di rotazione). Per non parlare degli squallidi dibattiti fra scienza e fede che andavano di moda alcuni anni fa.I sensi vanno usati per fini pratici e d'altra parte il ragionamento logico-scientifico ci porta troppo lontano dalla quotidianità della vita, ponendoci innanzi a realtà di nessun valore concreto, come i buchi neri. Certo ognuno ha le sue idee, ma, per come la vedo io, bisogna esercitare, sia pur intelligentemente e senza esagerato fatalismo, la virtù della rassegnazione.