Mente naturale e mente artificiale

letto 44 voltepubblicato il 10/10/2021 - 19:49

L'uomo è una simulazione di un proiettore cosmico ? Se fosse così vivremmo già in una realtà virtuale. Io credo che la natura non sià né buona né cattiva ma risponda a logiche che spesso sfuggono alla capacità di comprensione degli esseri umani. Ciononostante, il rapporto diretto con essa giova indubbiamente agli uomini che sono più vicini al Tutto ed al mistero della vita. L'introduzione dell'Intelligenza Artificiale ha complicato questo rapporto, e la prospettiva è quella, si direbbe,  di annullarlo completamente. Ma quali sono le caratteristiche della mente naturale nei confronti di quella artificiale ? Per adesso i sistemi esperti, soprattutto in campo giuridico, ma non solo, vengono utilizzati per prevedere il comportamento degli individui in vista di una più compiuta applicazione del principio della certezza del diritto e dell' esito delle controversie giudiziarie. Anche la stessa attività di interpretazione giuridica sembra destinata in futuro a diventare appannaggio delle macchine che ruberebbero, per così dire, il lavoro al giurista in carne ed ossa. E, come abbiamo già visto, miraggio dell'economia di mercato è quello di usufruire di un ordinamento giuridico predittivo e calcolabile. Ci sono situazioni in cui la mente naturale devia dalla "normalità", divenendo capace di elaborare concetti ed idee inusuali o percepiti come tali. Ciò è dovuto in parte all'ambiente ed in parte alla natura del deviante. Non so se in questi casi si possa parlare di errore o non piuttosto di predestinazione. Sta di fatto che si crea un conflitto tra la mentalità ordinaria, pedissequamente ligia all'ordine sociale così come viene imposto dalle classi dominanti e che si abbevera alla fonte mai secca del conformismo, e coloro che invece per necessità e natura sfuggono ai parametri che risultano paganti e remunerativi. Queste persone sono anti-conformiste. L'anticonformismo non è una semplice moda, non risiede in atteggiamenti esteriori ma è il frutto di una intellettualità solitaria e sofferta che rifugge dai canoni di senso comune. Ci sono individui che sono in grado di raggiungere la sublimazione dell'istinto sessuale, idealizzando così la figura della donna. Voglio dire che la mente dell'uomo, in certi casi, non è prevedibile come quella di un elaboratore elettronico, ma può risultare assai più complessa e ricca di sfumature. Forse è plausibile dire che il cervello umano è un organo di cui non si conoscono ancora tutti i meandri e le modalità di funzionamento, a differenza di un sistema informatico che è una creazione artificiale ed è, per adesso, ben noto e conoscibile. Ma non vorrei che in futuro le cose si evolvano in senso opposto, e cioè nel senso che la mente artificiale possa prendere in qualche modo coscienza di sé, eguagliando o superando le stesse facoltà cognitive dell'uomo. E poi c'è il problema dell'errore. Se l'universo non è altro che una fluttuazione quantistica del nulla assoluto, lo possiamo paragonare allora ad un qualcosa di gratuito se non ad un errore statistico. In questo caso saremmo tutti degli "errori", chi più chi meno, e la stessa mente artificiale non sfuggirebbe a questa regola, per quanto sofisticata possa essere. E' lecito parlare di duplicazione di menti ? Ovvero, la mente artificiale può essere considerata un duplicato della mente naturale ? Rispondere a questa domanda è forse prematuro per un profano e certamente bisognerebbe disporre di un enorme quantità di dati o semplicemente aspettare il corso degli eventi. Se gli algoritmi sono dei codici, allora c'è da aspettarsi che possano venire infettati da errori.