Intelligenza artificiale e diritto

letto 28 voltepubblicato il 09/10/2021 - 19:45

Per il sociologo Max Weber l'esigenza primaria del capitalismo è quella di poter contare su di un ordinamento giuridico le cui norme siano totalmente razionali e prevedibili. Si parla in questo caso di calcolabilità del diritto. Solo a patto di realizzare questa condizione, gli operatori del mercato sono in grado di realizzare pienamente i loro profitti, cosa che è impossibile nel contesto di ordinamenti giuridici pre-industriali, caratterizzati viceversa da irrazionalità e scarsezza di metodologia giurimetrica. Il diritto moderno è difatti caratterizzato da una progressiva astrattizzazione (pensiamo solamente ai legal big data), con accentuazione di modelli logico-formali che ne escludono l'arbitrarietà e la casualità. Tendenza evidente degli ordinamenti contemporanei è quella di diventare sempre più logici e predittivi, traducendosi prima in algoritmi e poi in software: prevedibilità, che posta a base di un dato sistema giuridico, evita giudizi contrastanti ed assicura la certezza del diritto, tutti fattori bene accolti in un sistema economico capitalistico. In questo quadro si studia la c.d. informatica giuridica metadocumentale che ha per l'appunto l'obiettivo di ridurre ad algoritmi le attività peculiari del giurista, come l'individuazione delle norme da applicare al caso concreto, mediante l'interpretazione della legge (come avviene nei sistemi di civil law; ma la metodologia giurimetrica si può applicare benissimo ai sistemi di common law, fondati sul precedente giudiziale). Per risolvere questi problemi, si evidenzia la necessità di mettere a punto dei sistemi giuscibernetici esperti. E' il caso del legal tech. Ai suoi inizi, la locuzione legal tech indicava semplicemente una tecnologia applicata per supportare l'attività degli studi legali, compiendo operazioni relativamente elementari come l'archiviazione di documenti e la gestione di pratiche di fatturazione e contabilità. Ben presto tale sistema esperto si è evoluto fino al punto di essere consultabile su  software online che o eliminano la necessità di consultare un avvocato o danno la possibilità di collegarsi più facilmente con il professionista. Ma quali sono le applicazioni più rilevanti dell' Intelligenza artificiale al campo del diritto ? In primo luogo la giustizia predittiva. Con tale locuzione si intende la possibilità di prevedere l'esito di un giudizio, possibilità ottenuta combinando modelli matematici e probabilistici con metodi di auto apprendimento esperienziali nonché con precedenti giurisprudenziali, combinazione in grado di prevedere il comportamento degli individui. In secondo luogo abbiamo l'uso dell' Intelligenza artificiale al fine di operare ricerche normative. In terzo luogo è importante la categoria dei c.d. smart contracts. Essi sono in pratica dei contratti espressi in forma digitale, automatizzabili ed eseguibili mediante un codice che può disporre dell'adempimento e delle prestazioni. E non basta: potremmo anche parlare di intelligenza artificiale applicata alle operazioni di interpretazione giuridica o di judical decision making se solo avessimo una adeguata preparazione.Ciò che abbiamo detto vuole essere solo una modesta introduzione a problematiche straordinariamente complesse che solo un giurista versato nella giuscibernetica può padroneggiare e compiutamente illustrare. Per parte mia non posso non esprimere la preoccupazione che in futuro l'uomo, giurista o meno, possa essere completamente sostituito dalle macchine, divenendo così un essere ormai superato e del tutto inutile. Si fa strada, evidentemente, l'ipotesi della scomparsa del genere umano.