E' ora di Open Data,

letto 1822 voltepubblicato il 18/04/2016 - 02:06 nel blog di Gabriele Ciasullo, in Data e Open data Management

è ora di provare a mettere a fattor comune le azioni e i progetti volti a favorire il riutilizzo dei dati pubblici.

Parafrasando, anche per l'ALC "Data e Open data Management" è giunto il momento di posizionarsi ai blocchi di partenza e, rimanendo nella metafora sportiva, di apprestarsi  a iniziare una prova non molto lunga, ma intensa: diciamo un mezzofondo.

I tempi sono definiti, poco più due mesi per dare corpo ad una serie di attività che dovranno condurci a condividere obiettivi e, in particolare, come questi obiettivi saranno perseguiti nel corso dei prossimi anni, con quali modalità, seguendo quali regole.

Se i tempi sono abbastanza stretti, il piano di lavoro che vi propongo mi sembra intenso e interessante, e spero che sia così anche per voi.

Gli appuntamenti su cui occorre concentrare ora l'attenzione sono i seguenti (li trovate comunque nella apposita sezione):

  • il meeting on line del 20 aprile ore 15:00, con il quale entriamo nel merito dei vari argomenti, meglio evidenziati nel piano delle attività
  • l'incontro in presenza del 27 aprile, nel quale peraltro sono coinvolte tutte e tre le ALC coordinate da AgID, su cui a breve saranno comunicati i necessari aggiornamenti
  • infine, una sorpresa che credo sia di interesse per tutti: il webinar del 29 aprile alle ore 12:00 nel quale la DIGIT della Commissione Europea e il team di gestione dell'European Data portal ci daranno un po' di informazioni sul portale europeo dei dati e qualche anticipazione sul prossimo bando CEF (il programma del webinar su EventiPA)

Con questi tre appuntamenti si conclude la prima fase di lavoro nella quale si devono mettere a punto i presupposti per la produzione degli output previsti, di cui avremo modo di parlare più dettagliatamente nei prossimi giorni. Per maggiori dettagli, e per una visione complessiva delle attività al momento previste, vi rinvio al "Piano delle attività" disponibile nella sezione documenti, che incrementeremo a breve unitamente all'attivazione della sezione sondaggi.

Per ora e tutto, aspetto i vostri feedback.

3 commenti

Rosanna Dell'Utri

Rosanna Dell'Utri26/04/2016 - 16:06 (aggiornato 26/04/2016 - 16:06)

Buon pomeriggio a tutti. Dal momento che il Piemonte non potrà essere presente all’appuntamento di domani, condividiamo alcuni punti su cui poter riflettere e che provengono dall’esperienza di questi anni. Ovviamente rimaniamo a disposizione per ulteriori confronti anche alla luce degli esiti risultanti dall’incontro di domani:

  1. Piano per il rafforzamento Competenze digitali presso gli enti, anche territoriali, che producono dati. Proposta del Piemonte: la Coalizione per le competenze digitali potrebbe essere un buon alleato nel costruire una strategia uniforme ed applicabile anche alla luce della definizione di azioni comuni nelle Agende digitali nazionale e regionali.Esperienza Piemonte: progetto di gruppo di lavoro inter-direzionale interno all’ente con competenze diversificate per la gestione di strategie sul PSI regionale.
  2. Definizione di una Governance relativa al tema del dato open by design e ridefinizione del processo di liberatorie e di raccolta dati alla fonte. Esperienza Piemonte: richiesta a valle e previsione a monte del processo di raccolta di un modello di liberatoria adattabile a svariati contesti con l’obiettivo di allineare le finalità di acquisizione con quelle di pubblicazione open data.
  3. Misurazione del grado di maturità della politica Open Data nei territori regionali.  Esperienza Piemonte: Adattato lo european PSI scoreboard ad una dimensione regionale territoriale al fine di posizionare il Piemonte nei panorami eu/italiano sulla base di criteri oggettivi ed europei, evidenziando punti di forza e debolezza della gestione piemontese in tema PSI. Opportunità di estendere anche alle altre regioni italiane tale esperienza, al fine di avere un indice metodologicamente valido in grado di fare un benchmark regionale, sul modello di quello europeo.
  4. Paniere dei dati. La Regione Piemonte nel corso dell’ultimo anno ha potuto pubblicare dataset rilevanti relativi a svariate aree tematiche (trasporto regionale, sanità, cultura, …) Alcuni spunti tratti da tale esperienza:
  • Tema della sensoristica: nuova opportunità per una nuova generazione di dati open. Attraverso la Smart Data Platform il Piemonte offre la possibilità di mettere in open data i dati provenienti dall’internet delle cose in modalità near real time (es. Sensori acustici, sensori ambientali negli edifici (es. Scuole, uffici pubblici, …). Finalità: valorizzazione dell’economia digitale a favore, in particolare, del tessuto produttivo e delle imprese.
  • Tema dei trasporti: importanza della pubblicazione dei dati relativi agli incidenti. Critica la titolarità di tali dati ed i termini per la pubblicazione in open data.
  • Tema ambiente: criticità rispetto la finalità di raccolta dato (si rimanda al punto 2 legato al tema del dato open by design)

Tante le cose da dire...Un saluto a tutti e a presto!

Gabriele Ciasullo

Gabriele Ciasullo19/04/2016 - 17:39

Cerco di dare qualche risposta alle aegnalazioni di Ferdinando, che ringrazio per l'occasione visto che introduciamo anche un po di argomenti per il meeting di domani.

LINEE GUIDA: non mi è molto chiaro il legame tra infografiche e linee guida, mi sembra invece interessante la questione di un possibile "state of play". Il tema è quello del monitoraggio, un'azione molto importante prevista dalla norma nazionale (CAD), dalla norma europea (direttiva PSI e relativa norma di recepimento) e dagli accordi di partenariato. Al di la di possibioli approfondimenti specifici che possiamo fare a partire da domani, una qualsiasi azione di monitoraggio significativa, ufficiale e coerente a livello nazionale non può che passare attraverso un catalogo nazionale in cui le amministrazioni (tutte) documentano e descrivono i propri dati. 

POCHI STIMOLI: condivido in linea di massima la segnalazione circa la poca reattività complessiva, però non possiamo eludere il fatto che questa iniziativa rappresenta un significativo passo avanti per la promozione degli Open Data. Detto questo, i) da luglio 2015 (con il recepimento della direttiva PSI) "le pubbliche amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico provvedono affinche' i documenti cui si applica il presente decreto legislativo siano riutilizzabili a fini commerciali o non commerciali" ...  "secondo le modalita' e i formati previsti dagli articoli 52 e 68" del CAD. Inoltre "Le pubbliche amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico adottano modalita' pratiche per facilitare la ricerca.... A tal fine, e' utilizzato il portale gestito dall'Agenzia per l'Italia digitale per la ricerca dei dati in formato aperto rilasciati dalle pubbliche amministrazioni" ii) i soldi, non so in che misura, sono stati messi a disposizione delle amministrazioni titolari di PO; altri fondi saranno resti disponibili attraverso il prossimo bando CEF che ci verrà presentato, direttamente dalla DIGIT della Commissione Europea, nel webinar del 29 aprile

DCAT-AP_IT: faccio riferimento agli esiti sulla consultazione pubblica, pubblicati sul portale dati.gov.it. Fermo restando che ci torneremo su a beneficio di tutti, per ora si evidenzia che i) il profilo nazionale _IT è pienamente coerente e interoperabile con quelo europeo DCAT-AP, di cui rappresenta solo un'estensione, necessaria per cogliere alcune peculiarità dell'ordinamento nazionale, sensa considerare che diverse scelte italiane sono già state "selezionate" per essere integrate nel profilo europeo; ii) DCAT-AP_IT non introduce nuove classi anzi, nel complesso, si può parlare di semplificazione rispetto a quanto previsto da DCAT-AP. Peraltro, su questo aspetto, non si capisce la richiesta di introdurre la proprietà "charset" non contemplata in DCAT ne tantomeno in DCAT-AP; iii) l'effort necessario per implementare il profilo nazionale DCAT-AP_IT non risulta, in sostanza, differente rispetto a quello che occorrerebbe per adattare il proprio profilo rispetto a quello europeo DCAT-AP;  Si ritiene pertanto che lo sforzo per le attività da svolgere in questo contesto non possa che essere indirizzato a realizzare direttamente il profilo nazionale, senza passaggi intermedi che (questi si) richiederebbero ulteriori risorse.

A domani

 

 

Ferdinando Germano Ferrari

Ferdinando Germano Ferrari19/04/2016 - 10:34

In merito al Piano Attività, segnalo alcuni temi che secondo me sono ancora aperti e ci portiamo dietro dal precedente gruppo di lavoro PIPOD

  1. LINEE GUIDA: sarebbe utile avere una fotografia di quanto realizzato fino ad oggi rispetto alle linee guida precedenti, altrimenti si continua a pianificare "al buio"; una volta almeno su dati.gov.it c'erano delle infografiche, almeno qualcosa si vedeva.
  2. POCHI STIMOLI: credo sia esperienza di molti che, per quanti sforzi si facciano, il mondo delle PA sembra essere poco reattivo al tema. Del resto non ci sono obbllighi (se non poca cosa), non ci sono stimoli, non ci sono soldi, ...... alla fine chi si impegna lo fa solo per passione
  3. DCAT-AP_IT:  riprendo quando avevo già scritto in seguito alla presentazione nel webinar sul tema e in risposta alla richiesta di commenti che ci era arrivata

In breve, per Regione Lombardia non sembra utile perseguire un profilo italiano di uno standard internazionale, crea solo complicazioni.

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  • DCAT-AP è già di per sé un oggetto molto complicato da gestire, tanto da richiedere la realizzazione di opportuni strumenti a supporto della compilazione dei metadati. Questo non fa che rendere ancora più difficile (oltre che onerosa) la pubblicazione di dataset Open Data, soprattutto per quelle realtà che non sono ben strutturate o che affrontano per la prima volta questi argomenti.
  • Introdurre DCAT-AP_IT significa introdurre ulteriore complicazione, poiché molte più info sono diventate Must e in più si introducono nuove classi.
  • In ottica di "riuso", l’introduzione di un profilo nazionale non pare una scelta efficiente in quanto ciò costringerebbe a sviluppi in Italia diversi da quelli che la comunità CKAN/DKAN farà negli altri paesi.  Questo potrebbe tradursi anche in maggior difficoltà a garantire interoperabilità con sistemi che adottano DCAT-AP.
  • E’, sulla base della nostra esperienza, fondamentale tenere traccia del Charset, se si vuole favorire il riuso dei dati (questa osservazione è stata fatta anche da altri soggetti durante il webinar del 18/2).
  • In riferimento alle licenze, andrebbe fatta chiarezza sul futuro della IODL.  Nel momento in cui vigevano le CC 3.0 si ritennero non adeguate per la nostra realtà e fu fatto uno sforzo per realizzare la IODL prime e poi la IODL 2.0. All’uscita delle CC 4.0 non è corrisposto un adeguamento della IODL. Ora, lo schema rimanda ad un vocabolario CC.  Sarebbe opportuno dichiarare ufficialmente che le IODL sono deprecate.
  • Riteniamo controproducente aver bloccato le attività di harvesting del portale dati.gov.it, che provoca un pesante disallineamento delle informazioni. L’attività avrebbe potuto continuare nella situazione AS-IS per poi accogliere progressivamente anche le realtà che hanno adottato DCAT-AP

Ciò premesso, segnaliamo che noi siamo già all’opera per arrivare all’adozione di DCAT-AP, valuteremo successivamente l’effort richiesto per il passaggio a DCAT-AP_IT anche tenendo conto degli eventuali vantaggi che potrebbero derivarne.

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