Condivisione delle linee guida e avvio del confronto on line

letto 254 voltepubblicato il 25/05/2017 - 19:53 nel forum Forum generale, in Interscambio tra i sistemi informativi in ambito di inclusione sociale

Si mettono a disposizione le "" nella sezione "" e che sono state realizzate a seguito dei lavori svolti dall'Area di Lavoro Comune .

La redazione del documento, frutto di un lavoro congiunto con Ministero del Lavoro e INPS, si è basato sui preziosi contributi forniti dalle amministrazioni regionali e centrali durante i webinar, nelle schede di rilevazione di criticità e buone pratiche nell'attuazione del Casellario e negli scambi on line avvenuti in questi mesi di lavoro insieme.

Le linee guida sono visualizzabili per il momento solo agli iscritti alla ALC - dopo aver effettuato il login con le proprie credenziali - perchè si tratta di un testo in progress che condividiamo con tutti i designati per arricchirlo e modificarlo in base ai suggerimenti che vorrete fornirci.

Durante questi mesi, è emerso come le Regioni, seppur non direttamente coinvolte dai Decreti ministeriali in materia e dai conseguenti Decreti direttoriali INPS, possano svolgere un ruolo importante per il coordinamento e la supervisione dei processi di invio dei dati, per dare concreto supporto a una corretta e completa attivazione del Casellario dell’Assistenza. Inoltre si è evidenziato come un costante ritorno informativo possa essere di primaria importanza per le finalità regionali di programmazione di interventi e servizi sociali.

Pertanto, per supportare il positivo sviluppo del Casellario, i pilastri su cui la ALC ha lavorato sono stati principalmente due:

  1. la definizione di linee guida per l’impostazione di un framework normativo che consenta – ove possibile – l’accesso ai dati del Casellario (anche quando di natura personale e sensibile) da parte delle Regioni per il territorio di competenza, anche quando queste non sono titolari del dato, strutturando uno schema coerente con le disposizioni di INPS, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Garante della Privacy; tramite questa azione si è voluto dare supporto a quelle Regioni che vogliono avere accesso alle informazioni che Comuni e Ambiti sono tenuti a trasmettere al Casellario; 
  2. l'dentificazione di soluzioni tecnico-informatiche per permettere un efficace ritorno informativo per le Regioni.

Al termine delle diverse attività realizzate dalla ALC, è stato preparato il documento, che si porta alla condivisione del gruppo di lavoro, contenente le linee guida normative e quelle tecnico-informatiche per una migliore e più efficace attivazione del Casellario dell’Assistenza e i cui contenuti sono stati presentati durante il . È importante sottolineare che i percorsi di lavoro presentati nel testo sono stati sviluppati sulla base della legislazione nazionale ad oggi vigente e sono frutto delle conoscenze acquisite grazie al confronto con INPS, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Region, in linea con lo scopo dell’ALC di produrre delle raccomandazioni utili per supportare efficacemente l’attivazione del Casellario dell’Assistenza e favorire l’interscambio informativo tra Pubbliche Amministrazioni, rimanendo però nell’ambito degli spazi di azione previsti dal quadro normativo vigente.

Attendiamo pertanto da parte vostra, fino al 31 maggio p.v.,osservazioni, proposte di modifica/integrazioni sul testo di Linee guida pubblicato nella sezione "", per arrivare insieme alla sua versione definitiva. Potete inviare le vostre considerazioni rispondendo a questa discussione!

A voi la parola! Grazie!

 

2 commenti

Giovanni Viganò

Giovanni Viganò31/05/2017 - 14:20 (aggiornato 31/05/2017 - 14:20)

Buongiorno

la ringrazio molto per aver condiviso la normativa regionale toscana. Integreremo il contributo e analizzeremo la fattispecie. Tuttavia, come già ha giustamente messo in evidenza nel suo messaggio il punto focale (anche indipendentemente dal livello di governo/livello territoriale preso in considerazione) è appunto la titolarità dell'erogazione della prestazione, per cui soggetti per i quali la legge prevede esclusivamente funzioni programmatorie/di coordinamento/di indirizzo non possono essere considerate titolari. Rispetto al livello zonale nella revisione delle linee guida dopo il confronto con le regioni via webinar abbiamo provveduto a riformulare in maniera più neutra e flessibile l'indicazione del soggetto titolato alla delega al trattamento dei dati.

Ci terremo comunque aggiornati su eventuali sviluppi/approfondimenti.

Cordiali saluti e grazie ancora

 

Marco La Mastra

Marco La Mastra31/05/2017 - 11:48 (aggiornato 31/05/2017 - 11:48)

Come da accordi intercorsi nel webinar, sono a sottoporvi l'esame degli organi di governo sovracomunali che toricamente potrebbero sottoscrivere la delibera di delega alla Regione, in modo da poter eventualmente accorciare i tempi e le difficoltà date dalla numerosità degli enti coinvolti. Pur evidenziando che probabilmente è un tentativo vano perchè sopratutto quelli di livello regionale non rappresentano un ente che eroga prestazioni sociali, ma sono organi che hanno compiti di programmazione e coordinamento, sull'ambito zonale forse potrebbero esserci degli spiragli.

La Normativa Toscana prevede:

ORGANI DI LIVELLO DI AMBITO SOVRA-ZONALE

Conferenza regionale dei sindaci (l.r. 40/2005, art. 11)

La conferenza regionale delle conferenze zonali dei sindaci, di seguito denominata conferenza regionale dei sindaci, è l'organo attraverso il quale tali soggetti partecipano alla definizione delle politiche regionali in materia sanitaria e sociale ed al coordinamento della programmazione a livello regionale e locale. E’ composta dai presidenti delle conferenze zonali dei sindaci ed è copresieduta dagli assessori regionali. Sono invitati Anci, Uncem e Coordinatori di area vasta.

Conferenza aziendale dei sindaci (l.r. 40/2005, art. 12)

La conferenza aziendale dei sindaci esercita funzioni di indirizzo, verifica e valutazione di cui all'articolo 3, comma 14, del decreto delegato. La conferenza aziendale dei sindaci svolge varie funzioni, tra le quali : emana gli indirizzi per l'elaborazione del piano attuativo locale; approva il piano attuativo locale;concorre con propri indirizzi all’elaborazione del Piano di area vasta; …..

E’ composta dai sindaci dei comuni e dai presidenti delle unioni afferenti alla stessa azienda sanitaria, insieme al rispettivo direttore generale. Il 66 % delle quote di partecipazione è assegnato agli enti locali (e viene distribuito secondo la popolazione residente); il 33% delle quote di partecipazione è assegnato all’azienda sanitaria.

ORGANI DI LIVELLO DI AMBITO ZONALE

Sul territorio della Toscana, ci sono attualmente 21 Società della Salute e 13 zone distretto senza SdS che hanno sottoscritto la Convenzione socio-sanitaria di cui all'articolo 70 bis della L.R. 40/2005.

1) SOCIETA’ DELLA SALUTE
Sono soggetti pubblici senza scopo di lucro, costituiti per adesione volontaria dei Comuni di una stessa zona-distretto e dell'Azienda USL territorialmente competente, per l'esercizio associato delle attività sanitarie territoriali, socio-sanitarie e sociali integrate".

Le Società della salute, integrando i servizi e le attività di Comuni e Aziende sanitarie, lavorano per offrire alle persone risposte unitarie ai bisogni sociosanitari e sociali e diventano l'unico interlocutore e porta di accesso ai servizi territoriali.
Sulla base di dati sullo stato di salute della popolazione locale, le SdS descrivono gli obiettivi e programmano gli interventi sociosanitari territoriali per raggiungerli. Si occupano di stili di vita e di promozione della salute e sulla base di dati sullo stato di salute della popolazione locale, descrivono gli obiettivi e programmano gli interventi sociosanitari territoriali, nonché di quelle del sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza degli enti locali, per raggiungerli.
Organizzano e gestiscono le attività sociosanitarie della non autosufficienza e disabilità e le attività di assistenza sociale individuate dal piano sanitario e sociale integrato regionale.

Gli organi della Società della Salute
Ciascuna società è dotata di 5 organi:

L'Assemblea dei soci, composta dal direttore generale dell'azienda Usl e dal sindaco o da un componente della giunta di ciascun comune aderenti

Il Presidente, che ha la rappresentanza generale

La Giunta esecutiva formata di norma da tre componenti

Il Collegio sindacale

Il Direttore, che svolge anche il ruolo di responsabile di zona-distretto

2) ZONA DISTRETTO (senza società della salute)

Due leggi regionali del 2014, la 44 e la 45, individuano due strumenti per regolare gli assetti territoriali integrati in ogni zona distretto: il proseguimento della Società della Salute o la stipula di una convenzione sociosanitaria fra tutti i comuni della zona distretto e l'Azienda Usl di riferimento. Per questo dove non sono costituite le società della salute l'esercizio dell'integrazione sociosanitaria per la non autosufficienza e la disabilità è attuata attraverso apposita convenzione stipulata da tutti i comuni della zona distretto e dall'azienda unità sanitaria locale del territorio.

Conferenza zonale dei sindaci (l.r. 41/2005, art. 34 e art. 35)

E’ composta dai sindaci dei comuni e dai presidenti delle unioni afferenti allo stesso ambito zonale. I voti dei comuni sono in relazione al peso della popolazione. Per quanto riguarda le funzioni, vengono sancite per legge: coordina le funzioni dei comuni in materia sociale, svolge le attività di programmazione locale e approva la convenzione per l’esercizio delle funzioni di integrazione socio-sanitaria.

Esercizio associato delle funzioni (l.r. 41/2005, art. 36): I comuni svolgono l'esercizio associato delle funzioni mediante convenzione o unione di comuni, in riferimento agli ambiti delle zone-distretto.

Convenzione per l’integrazione socio-sanitaria (l.r. 40/2005, art. 70 bis)

La convenzione è stipulata dai comuni, o dalle unioni, della zona distretto e dall’Azienda Sanitaria del territorio. Definisce le modalità organizzative adottate in ambito sociosanitario per: i processi di

programmazione e di partecipazione in ambito sociosanitario; l’integrazione socio-sanitaria; il coordinamento interprofessionale e i percorsi assistenziali integrati; la realizzazione di servizi sociosanitari e sociali integrati. La convenzione può essere volontariamente estesa all’esercizio delle funzioni sociali comunali.

 

Che ne pensate ?

Grazie